Nato a Isola del Giglio (Gosseto) nel 1943, vive e lavora a Firenze.
Ha vissuto a Siena e Roma. A Firenze ha studiato all’istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti. Ha in-segnato al liceo Artistico e all’Istituto d’Arte.
Nella sua giovinezza ha svolto studi umanistici dedicandosi attivamente all’archeologia, alla ricerca e alla fotografia subacquea con risultati di altissimo rilievo. Contemporaneamente si è dedicato inten-samente all’attività artistica partecipando a mostre di pittura e scultura. Le sue opere hanno ricevuto molte segnalazioni e riconoscimenti e sono state collocate presso enti pubblici e privati. Mario Branda-glia, cultore dell’arte preistorica, l’ha dissotterrata e studiata ricostruendone le tecniche per compren-derla da artista. Si è soffermato su molti materiali dal granito al cemento, dal bronzo alla terracotta e spesso li miscela con i vari colori: si pensi al bellissimo Ritratto del Principe, alle protome equine, vere protome o nelle grandi teste-anfora, l’antico si fa sentire, ma sempre rinnovato nella tecnica e nella sensibilità. Le sue veneri tirreniche, i suoi idoli preistorici, gli hanno dato la mano per scolpire gli effetti e le cose presenti: bellissima la testa della madre in granito. Sebbene la memoria della classicità non lo abbandoni mai, un piglio e un sentire potentissimi animano le sue opere, come nella Coppia dei ballerinie nel Ratto di Europa. La pittura oggi è tornata nel suo lavoro. Una pittura tutta volta ad un’attualità storica, ai giorni che viviamo, ma anche con riferimenti all’antico. Si pensi ad opere come San Michele Arcangelo, attualmente in Vaticano, Costruttori di PaceStabat Mater, oppure Donna in lotta. Opere po-lemiche inserite nel dibattito sulla pace e sulla guerra: opere leggibili come manifesti, ma anche ricche di simboli sottesi, dipinte con colori forti e distesi, con tecnica mista, con olio o con acrilico. Le sue ope-re sono collocate presso Città del Vaticano, Presidenza del Senato, Pinacoteca del Consiglio Regionale della Toscana, collezione Villa Caruso di Firenze, Museo Civico di Trento, Piazza del Popolo a Capannoli (Lucca), Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse di Firenze, e presso collezioni private.

Pasolini, 2002 – pastello ad olio su carta, cm 70×50
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