È nato a Trento nel 1941.
Tra la fine degli anni ’50 e il 1970 vive a Firenze dove compie i suoi studi per poi laurearsi in Scienze economiche presso l’Università di Siena.
Dopo un periodo di formazione presso le università inglesi di Cambridge e Warwick, si dedica dapprima all’insegnamento e poi, trasferitosi a Roma, alla sua attività lavorativa presso una importante istituzione finanziaria italiana. La frequentazione della Versilia e in particolare delle molteplici attività artistiche inizia negli anni ’60, dove trascorre molta parte del suo tempo libero nella residenza di Marina di Pietrasanta (Lucca).
La pittura è la sua grande passione, convissuta, con gli impegni professionali. Ha tenuto personali in Inghilterra e in Italia. Nel 2009 pubblica il volume Nei reconditi della memoria, a cura di Lodovico Gierut, mentre nel 2010 in Confini, vengono pubblicate alcune sue poesie.
Quasi tutte le opere, per lo più a tecnica mista, sono state effettuate negli ultimi anni e collegate alla ‘memoria’ della visitazione di molti luoghi in ogni parte del mondo.
Lo stesso Gierut scrive: “L’impegno di Roberto Valcamonici è ordinato e mai casuale (anche se la raccolta di sabbie o di oggetti abbandonati spesso può esserlo), dettato da un gesto creativo che dall’in-forme va alla realizzazione di cose formate e logiche. Gli oggetti-simbolo che troviamo in molti dei suoi quadri evidenziano chiaramente contenuti rappresentativi di un autonomo percorso per immagini; si tratta di un viaggio che tende a proiettare l’amata natura in una dimensione diversa, costituita senz’altro dal dato emozionale, ma anche da una sorta di messaggio preciso in cui l’esperienza e i contatti umani e culturali hanno un senso, una propria logica e così, se andiamo a osservare ciò che l’artista trentino ci propone-spesso contenute nel vetro o nel plexiglas, dicono di un processo dove la solitudine riflessiva non si estranea dal proprio tempo”. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private.

“… tuttavia c’è nella dissoluzione/ fragranza morta, arterie sotterrate/ o semplicemente vita tra altre vite” P. Neruda, 2010 – tecnica mista su tela, cm 70×50
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