Nato a Bettolle (Siena) nel 1941.
Si affaccia al mondo dell’arte alla ne degli anni sessanta, iniziando dalla figurazione per poi cimentarsi, nello studio di Montesenario vicino Firenze, nel percorso di astrazione geometrica, elaborata dal 1988 al 1995.
Successivamente diventa titolare dello spazio Bottega di Cimabue nel centro di Firenze che dopo alcuni anni si modificherà in Art Point-Black.
Dal 1996 al 2000 si avvale della preziosissima collaborazione dell’amico e critico Pier Paolo Castellucci, con il quale fonda il Premio d’Arte Abstracta che giungerà alla nona edizione. Sempre con Castellucci organizza rassegne di rilievo in Galleria e anche in altri spazi espositivi. In quegli anni Giovannini conduce, con l’intervento di valenti critici tra i quali Tommaso Paloscia, incontri e dibattiti sul mondo dell’arte. Continua a dipingere e, prima del 2000, abbandona l’Astrazione geometrica e sperimenta l’Informale, senza disdegnare la fase che lo vede attratto dalla poesia visiva e dalla concettualità onirica, inserendo, nei suoi lavori, interventi con collage e lettere.
Scrive di lui Carlo Cinelli: “…ad onta di un’apparente semplicità, che comunque non è mai piattezza, i quadri di Giovannini si aprono a tante prospettive ermeneutiche; ma soprattutto per rivelare angoli e pieghe riposte della psicologia del loro autore, diventando teatri della sua esistenza. E Marcello Venturoli scrive “…non c’è mai incontro con Giovannini che resti identico a quello di prima. Forse il destino di chi si occupa di lui è quello di andare per tempi lunghi, di assommare un numero diverso di sperimentazioni astratte in questo maestro che si cerca e rimanda al dopodomani il momento in cui si troverà…”. Così pure Tommaso Paloscia “…e tutto questo o re la sensazione d’essere sviluppo logico delle espressioni precedenti; anche se la “rivolta” è sostanziale, anche se la tavolozza persino, nei limiti di una discrezione che è nel carattere stesso dell’autore, si fa strada nei meandri del nuovo itinerario per arrivare in superficie a manifestare il calore interno delle cose.”
Nel 2007 la denominazione della Galleria è Artpoint Firenze e Giovannini, continuando ad esserne il titolare, coinvolge artisti selezionati proponendo loro la partecipazione ad importanti rassegne all’interno di alcune Arte Fiera in Italia e all’estero; si avvale, inoltre di collaborazioni con altre gallerie italiane, europee e giapponesi. In conclusione, Giovannidi dice di sè stesso: “Litterae: alfabeto, scansione del tempo che fu, per arrivare ad oggi e adattare la propria intelligenza all’apprendimento della disciplina mediatica che ha permesso ai popoli una connessione interdipendente da cui sono nati l’obbligo e l’esigenza di misurarsi, di dialogare, di inventare. Mezzi di comunicazione attraverso i quali potevano essere previsti segnali di unione, di conoscenza, tra le persone di diverse etnie e quindi di diverse religioni. La tanto agognata e naturale evoluzione viene manifestata dalla lenta e costante trasformazione del pensiero e di conseguenza dal processo di mutamento sociale, innescando nell’umanità una smisurata e necessaria ricerca. Indipendentemente da cosa potrà riservarci il futuro, emerge la volontà di ripartire dall’inizio del dialogo, mediante un alfabeto esistente ma ancora soggetto a nuove e favorevoli tramutazioni”.


Obnixi non cadere (decisi a non cadere), 2005 – tecnica mista su tela, cm 70×50
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